Fedor Kuz’mic Suskov, Permanente, Milano

ARTE e STATO di Vittorio Sgarbi

FEDOR KUZ’MICH SUSKOV
ARTE e STATO
a cura di
Vittorio Sgarbi

Dal 29 aprile al 15 maggio 20011

Palazzo della Permanente
Via Filippo Turati, 34
Milano

Le tele dell’artista russo Fedor Kuz´mich Suskov (1923 – 2006) giungono a Milano al Museo della Permanente.
La mostra itinerante Arte e Stato, a cura del Professor Vittorio Sgarbi e organizzata da Salvo Nugnes di Promoter Arte, è arrivata così alla sua terza tappa.

La rassegna, inaugurata a febbraio a Firenze dal Viceministro Onorevole Francesco Giro, è patrocinata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Lombardia, dal Comune e dalla Provincia di Milano e avviene in contemporanea con le Celebrazioni dell´Arte e della Cultura Russa in Italia del 2011.

La natura e il divino sono i temi portanti della pittura di Suskov.
Tra le sessanta tele ad olio scelte da Vittorio Sgarbi troviamo alcune opere a soggetto sacro e numerosi paesaggi, le cui tonalità cromatiche compongono sempre una sorta di inno religioso consacrato alla terra e all’intero creato.
Nelle sue tavole, dall’impatto quasi tridimensionale, i corsi d’acqua, i boschi e le montagne del Caucaso sono intrisi e attraversati da un’energia universale, cosmica.

L’essenza delle opere di Suskov non può essere circoscritta all’interno di una precisa corrente artistica. Il suo stile pittorico appare libero, guidato solo dall’amore intenso per la natura e dalla profonda fede cristiana, vissuta intimamente e celatamente per tutta la durata del regime comunista. In questo risiede principalmente la ricchezza dei quadri esposti e dell’intera produzione artistica del maestro russo.
Egli seppe officiare il potere con le opere architettoniche e scultoree che gli vennero commissionate dallo Stato, ma, nel contempo, ebbe la capacità e la forza di coltivare il proprio sentimento religioso per l’Arte, attraverso l’esercizio della pittura.

Fedor Kuz´Mich Suskov reinterpreta in modo personale e originale la tradizione bizantina e omaggia, in oltre cinquant’anni di attività, l’arte russa, filtrandola attraverso il proprio sofferto vissuto personale . “Le sue pennellate – scrive Vittorio Sgarbi celebrano un rituale in cui la parola dei libri sacri si fa visione. E la visione si converte in transvisione”. Le sue tele sono ricche di significati velati e subliminali, che si manifestano solo da uno sguardo temerario, capace di spingersi oltre la superficialità delle apparenze, per cogliere il bagliore di un messaggio soprannaturale. La luminosità è, infatti, l´elemento fondante delle opere di Suskov. “Una luce che – afferma Sgarbi – fonde il segno con il colore, attuando un´unione metafisica superiore, divina“.